mercoledì 28 aprile 2010

[Film] Scontro tra Titani

Vedendo partire i titoli di coda ho sentito materializzarsi in me un concetto, qualcosa che ho voluto subito condividere con gli altri presenti in sala:
"Aridatece gli Spartani!!!"

Clash of Titans, Scontro tra Titani. Ma di che stiamo parlando? Un film epico quanto Attila con Diego Abatantuono, con gli effetti speciali di Fantaghirò e la sceneggiatura scritta da un tronista con le ciglia depilate.

Il film parte bene con una decente sequenza introduttiva. Poi ci sono una quindicina di minuti dedicati all'introduzione del protagonista.
Un pescatore ha recuperato dal mare (senza battere ciglio) una cassa con dentro una bella gnocca con allegato il figlio neo nato. Il povero pescatore si ritrova dunque con la gnocca morta e un figlio a carico, e dal momento che sono ben lontani i tempi del proletariato, non può dirsi fortunato (senti come rima).
Ma lui la prende con filosofia, del resto di quei tempi andava di moda.
["Ao è uscito l'ultimo di Platone, senti come pompa zi"
(Tratto da "Gli Spoiler delle Bighe, il coatto nell'era Antica")]

Perseo cresce mentre il padre rimane tutto sommato uguale a causa della crisi economica che costringe a risparmiare sul trucco, ma non sulle cazzate.
Di ritorno dall'ennesima spedizione in alto mare, alla quale ovviamente sta partecipando tutta la famiglia fino alla ottava generazione (che vista l'epoca conta anche di qualche Nonno Neanderthaliano), un gruppo di tifosi di Argo, la locale squadra di calcio, pensa bene di abbattere una statua di Zeus alta tipo 600 metri.
A questo punto arriva Ade, che infuriato per la distruzione della statua del fratello, fracca tutti. Così, a buffo. Teppisti e tutta la famiglia di Perseo.
Questo è l'incipit che porterà Perseo a diventare un grande eroe.
Sarà chiamato a salvare la città di Argo e per farlo dovrà trovare il modo per uccidere il Kraken, l'antenato di quello che secoli dopo si metterà al servizio di Davy Jones.

Non svelo niente altro della trama(?), ma più o meno il resto segue questa struttura:
Perseo: "Dove andiamo ora?"
Qualcuno: "Dobbiamo andare a XXX!"
Perseo: "Ok, andiamo a XXX!"
Stacco
Perseo: "Siamo arrivati a XXX"

Ci sono diverse chicche disseminate qua e la: una razza di "alieni" (copiati spudoratamente ai Protoss), lo scudo "impenetrabile" creato con la corazza dello scorpione Rio Mare che la scena prima si tagliava con un grissino, il pascolo di cavalli alati tutti bianchi con uno solo nero che si chiama "Pegaso" (ma va?), una spada magica talmente brutta che io al posto di Perseo avrei preferito un Miracle Blade.

In conclusione io mi aspettavo un film epico, magari non accurato, ma ben fatto. Purtroppo il progetto è stato messo nelle mani del regista francese Luis Qualcosà che, dopo aver rovinato Hulk, ha forse superato se stesso regalandoci una gemma del cinema trash.
Peccato.
"Aridatece gli Spartani"

Voto: 3/10
VotoBB: "Apri tutto Biascica!"








lunedì 26 aprile 2010

Tanto tempo fa...

C'era una volta un re, no c'era una volta un pezzo di legno, no c'era una volta un sito!
Ammetto di non ricordarmi come continua la storia, ma è una storia BBusta, una storia senza ne capo e ne coda; il tronco di una lucertola, la coda si rigenera, cambia sempre. Come le origini della BBusta. Si perdono nello spazio tempo (e non che la cosa sia così difficile, basta fare un salto fuori dalla Terra e avremo come riferimento solo la vita, l'universo e tutto il resto...)
Dicevo, le origini si perdono nello spazio tempo, ma la testa non l'ha mai avuta. Ovviamente parlo della lucertola, che sto cercando di paragonare alla BBusta anche se le due cose non hanno nessun legame. Che lo faccio fare questo paragone?
Cercando la testa che non ha mai avuto (e non avrà mai), questa lucertola si nasconde, fugge. Fugge da tutto, solca le crepe dell'asfalto e attraversa i ciuffi d'erba cresciuta abusivamente. Perché fugge? Lei non lo sa perché non ha la testa, ma è nella sua natura. Sopravvive. Lei è testarda. E non credo sia necessario sottolineare l'assurdità dell'ultima affermazione dove si sta raccontando la storia di una lucertola senza testa che in realtà è un paragone mal riuscito. Non mi andava di usare virgole, risparmiamo fiato, prima o poi ci faranno pagare pure quello.
In conclusione la lucertola riesce (e riuscirà) a sopravvivere, nonostante sia conscia che è ( e sarà sempre) ignorata. Questo perché se ne fotte, o meglio, perché è immune.
Ammetto che non ho scritto tutte queste cazzate solo perché volevo concludere con "immune", anche perché ho concluso con. con.